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TTG di Rimini, gli scenari emersi

TTG di Rimini, gli scenari emersi

di Antonella Guerra

Bilancio positivo per l’ultima edizione del TTG, principale marketplace del turismo B2B in Italia. L’evento, svoltosi la scorsa settimana, ha visto protagonisti 150 destinazioni, circa 1500 buyers provenienti da 90 Paesi, 384 eventi sull’evoluzione della domanda di mercato in Italia e nel mondo.  Il turismo è un settore economico in crescita il tutto il mondo, così come in Italia, dove per il 2018 si stima una crescita dell´1,3% dei pernottamenti e del 2,7% degli arrivi; ma è anche un mercato che muta velocemente e che vede l´affermarsi di nuove forme di vacanza. 
Ecco alcune delle principali tendenze emerse.

Cresce il digitale
In Italia il mercato del turismo digitale vale 14,2 miliardi di euro (il 24% del mercato complessivo, pari 58,3 miliardi di euro); mentre la componente digitale (acquisti e prenotazioni) registra un +8% rispetto allo scorso anno, quella non digitale un modesto +1%. Queste le stime della terza edizione dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano. Il settore dei trasporti raccoglie la quota principale del mercato (61%), seguito dalle strutture ricettive (29%) e dai pacchetti viaggio (10%). 
“La componente digitale del mercato cresce anche grazie agli attori ‘tradizionali’ della filiera, come molte strutture ricettive, alcune agenzie, specifici tour operator, alcuni servizi a supporto della mobilità, svariati servizi in destinazione, …” afferma Filippo Renga, Direttore dell’Osservatorio, “Ad esempio, le prenotazioni dirette tramite canali digitali (sito, app, ecc.) delle strutture ricettive crescono del 13% rispetto allo scorso anno e rappresentano l’11% del totale delle prenotazioni ricevute dalle strutture. Sempre sulla componente alloggio, l’incidenza della sharing economy (e più in generale di tutte le piattaforme peer to peer nate per facilitare l’affitto e la condivisione di alloggio tra privati) supera ormai il 30%. I clienti richiedono però a tutti gli attori della filiera un’esperienza online sempre più fluida e personalizzata sulla quale l’offerta si trova spesso in ritardo”.
Informato ed iperconnesso, il turista digitale italiano usa Internet in modo pervasivo, in modo particolare sulle attività “pre” e durante il viaggio (l’86% oggi utilizza la Rete per prenotare e l’83% per cercare informazioni) mentre un terzo dei viaggiatori condivide l’esperienza in Rete al termine del viaggio (33%) o scrive una recensione (36%). Si stima che dei 14,2 miliardi di € di transato “digital” del settore viaggi, oggi l’82% provenga ancora da PC e tablet (+3% sul 2017), ma è lo smartphone a fare segnare un tasso di crescita più interessante (+46%) sui 12 mesi. Le potenzialità del Mobile però non si fermano qui: l’86% dei turisti digitali usa almeno un’app durante il viaggio, creando nuove opportunità di engagement.

I nuovi trend di consumo
All’autenticità, intesa come naturalità ed unicità, si affiancano nel prossimo anno nuovi modelli di consumo che privilegiano la contaminazione, la trasformazione, la rottura, la finzione, la surrealtà o l’iperrealtà, in un continuo gioco tra tempo e spazio, tra ricerca di sé e superamento dei limiti. Secondo la semiologa Laura Rolle, Docente di Semiotica della pubblicità presso l’Università di Torino, “Il 2019 apre la porta a nuovi scenari e a nuovi paradigmi di consumo che influenzeranno il modo in cui le persone in futuro sceglieranno brand, prodotti e servizi, privilegiando le occasioni di disconnessione dalla quotidianità frenetica, affollata e rumorosa, che non lascia spazio ad una dimensione intima e riservata. Se change to change sarà la nuova parola d’ordine, il viaggio allora sarà sempre più un percorso di scoperta, di crescita interiore, di potenziamento delle proprie capacità, di superamento di un limite”. Il turista chiederà esperienze capaci di attivare un cambiamento, di stimolare la curiosità, di offrire ispirazione. Mentre il turista con alta propensione alla spesa si dedicherà a viaggi spaziali o negli abissi marini, il più vasto pubblico cercherà esperienze multidimensionali ed ancora, il turista in fuga dall’iperconnessione e dall’inquinamento, cercherà invece luoghi isolati, eremi, fari, isole dove naufragare, case che galleggiano, rifugi nascosti tra gli alberi, territori disabitati ai confini del mondo.

Boom per il turismo all’aria aperta
Nel 2018 il comparto del turismo all’aria aperta vale circa 4,9 miliardi di euro (categorie di alloggio e indotto) con una previsione di crescita di 1,3 punti percentuali per il prossimo anno: queste le stime di fatturato per il settore che emergono dal primo Osservatorio del Turismo Outdoor realizzato da Human Company, gruppo fiorentino attivo in Italia nel settore dell’open air, in collaborazione con Travel Appeal, startup italiana specializzata in data science e intelligenza artificiale al servizio della Travel Industry.
Veneto, Toscana e Puglia sono le regioni con l’offerta più ricca ed anche le più frequentate. L’offerta, nel periodo estivo, si concentra sulle coste italiane, scelte dal 43,5% dagli ospiti outdoor, ma con il 36,7% anche le città d’arte tra cui Venezia, Roma e Firenze spiccano per occupazione degli alloggi outdoor in città.
Dall’analisi delle recensioni emerge che Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Basilicata sono le regioni più amate dai turisti e che l’accoglienza risulta l’elemento cardine dell’esperienza di soggiorno nelle strutture. Le famiglie (66%) rappresentano oltre la metà dei turisti outdoor in viaggio nel 2018 con livelli di soddisfazione dell’offerta superiori alla media delle altre tipologie. Seguono coppie (23%) e gruppi di amici (8%) che si distribuiscono a macchia di leopardo sul territorio nazionale.
Secondo i dati analizzati, si prevede un aumento del 3% in media degli arrivi outdoor durante tutto il 2019 con la Basilicata in testa seguita dalle principali regioni del Nord Italia per tasso di crescita stimato (Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Veneto). Le presenze, mediamente, si stimano in aumento del 2,3%.
Marco Galletti, ceo di Human Company, ha commentato: “Con un giro d’affari pari a circa 5 miliardi di euro compreso l’indotto, il comparto dell’open air in Italia conferma trend in crescita sia quanto a presenze che a valore di mercato. Si tratta di numeri che non possono essere ignorati, anche e soprattutto in relazione al potenziale di sviluppo del segmento, che lo rende una fetta sempre più importante dell’industria del turismo”.

Pubblicata il: 18/10/2018 alle 10:19


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